Utilizzare Correttamente il Passaparola per Aumentare le Vendite Online

Word of mouth significa passaparola. È la potenza del nuovo web, che oltrepassato il 2.0 si affida alle conversazioni degli utenti e da esse trae linfa vitale. Ormai lo chiamano Word of Mouth marketing, perchè agenzie specializzate offrono servizi specifici relativi solo al passaparola!

Ecco 4 approcci di sicuro richiamo per scatenare un passaparola inevitabile.

Scrivi un post controverso

Il primo modo per ricevere innescare il passaparola e attirare l’attenzione è..uscire dalle righe! Puoi farlo scrivendo un post controverso, che rompe gli schemi ed è in grado di accendere discussioni.

Questa è una carta da giocare con molta cautela, perchè è facile perdere il controllo dello strumento ed essere travolti da critiche e scherno. Cosa che andrebbe tutta a discapito del nostro business.

Hai diversi modi per “attirare un vespaio”. Il primo è confrontare due punti di vista notoriamente opposti, sperando che nella querelle intervengano rappresentanti di entrambi. Hai un’ecommerce che vende materiale fotografico? Prova ad azzardare un post/confronto tra ottiche Canon e Nikon e vedi cosa succede!

Se ti senti agguerrito puoi anche “aggredire” i punti deboli di un concorrente o di un’azienda, partendo magari da clienti insoddisfatti reperiti su Twitter o da news di pubblico dominio. La strada è molto richiosa, e la sconsigliamo per chi non se la sente di intavolare interminabili dibattiti.

Anche togliere il velo da convinzioni di dominio pubblico arriva come un vero pugno allo stomaco. Distruggere miti e luoghi comuni ad alcuni non piacerà, ma rende l’articolo degno di lettura e menzione se ben scritto. Cosa accadrebbe se pubblicassi un post polemico tipo: “Ecco perchè non si possono fare belle foto senza una reflex costosa”?

Naturalmente nel corso del post rivelerai che il tuo tono era ironico e provocatore. Ma comunque…preparati a combattere!

Usa 6 potenti leve per fare buzz marketing

Buzz marketing è il marketing del buzz, del brusio, ovvero che scatena reazioni a catena incontrollate e un passaparola altrettanto incontrollato. Il brusio può essere provocato, ma poi procede da sé, e quindi saranno le persone stesse a farti pubblicità e non tu che dovrai raggiungerle.

La domanda che devi farti è: cosa può indurre le persone a parlare del mio brand?

Secondo Mark Hughes ci sono 6 “buttons” o leve che garantiscono il successo in una campagna di buzz marketing.

  1. I tabù (sesso & bugie al top);
  2. L’insolito;
  3. L’oltraggioso;
  4. L’esilarante;
  5. Lo straordinario;
  6. Il segreto.

Di cosa si parla un po’ sottovoce tra signore, nelle sale d’attesa o dalla parrucchiera?

Pensiamo ad un caso estremo: il calendario di un’agenzia di pompe funebri che mostra per ogni mese dell’anno avvenenti fanciulle seminude posare con eleganti bare in legno massiccio. Noti l’impatto dell’idea?

Al di là dell’evidente cattivo gusto, il principio è questo: sfruttare le “leve” più potenti e che muovono la nostra curiosità e perchè no la malizia. Magari combinando più leve assieme.

Dove usare il buzz marketing? Puoi imperniare sul buzz un’intera campagna o soltanto scrivere un post utilizzando le 6 leve e registrando le reazioni.

Fai product seeding

Ovvero “semina” il tuo prodotto nelle mani giuste e al momento giusto. Non tutti gli ecommerce si prestano al product seeding, ma non si sa mai, potrebbe anche essere il tuo caso.

Il concetto è semplice: offri il tuo prodotto a un opinion leader, un personaggio famoso o una figura di riferimento della tua nicchia, magari anche a più individui insieme. E lascia che siano loro ad esprimersi. Potranno farlo non solo online, ma anche in privato tra amici e conoscenti.

La tecnica è molto utilizzata nel fashion, dove giovani stilisti si promuovono offrendo le loro creazioni a star dello spettacolo o del web.

Impegnati per una causa

L’impegno per una causa sortisce un duplice effetto: ti permette di renderti utile per la comunità e al contempo cattura l’attenzione di una fetta di consumatori che combatte per la stessa causa.

Si tratta di marketing etico che ha ricadute positive sull’immagine aziendale o sulla tua immagine (se fai personal branding), ma che non si limita alla facciata in quanto ti promette un reale coinvolgimento.

Scegli dunque una causa in cui credi davvero, e fai presente in tutti i tuoi siti e social che sei impegnato in quella direzione.

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