Realtà aumentata: ti conviene davvero investirci sopra?

Come noto, i marketer sono sempre alla ricerca di innovative tecniche per poter attrarre nuovi clienti e nuovo business al proprio mulino.

Ebbene, in questo ambito occorre affermare come nel mondo della tecnologia applicata al commercio elettronico, ci sono pochi concetti più innovativi della realtà virtuale e della realtà aumentata. Le quali, contrariamente a quanto era lecito pensare qualche anno fa, non sono certamente più delle esclusive di grandissime aziende o di pochi eletti, ma sono una realtà (è il caso di dirlo!) molto più frequente, diffusa e concreta di quanto si possa immaginare.

Vogliamo pertanto domandarci, in questo breve approfondimento su tale tema: ti conviene davvero investire sulla realtà aumentata? E che cosa distingue la realtà aumentata da quella virtuale? Chi ha sfruttato prima di te la realtà aumentata ha avuto successo?

Cerchiamo di rispondere in maniera puntuale a tutte queste domande e, naturalmente, cerchiamo di comprendere come la realtà aumentata possa essere efficacemente utilizzata nel marketing. Vedremo quindi se la realtà aumentata è già matura per essere utilizzata su larga scala, oppure se sia meglio attendere ulteriori sviluppi.

Realtà virtuale o realtà aumentata?

La prima cosa che vogliamo fare è comprendere la differenza tra realtà virtuale e realtà aumentata. Si tratta di due termini relativamente recenti (per lo meno, in ambito tecnologico “applicato”) che alcune persone, nonostante la loro diffusione, fanno ancora fatica a discernere.

Quello che accomuna le due definizioni, è che sia la realtà virtuale (VR) che la realtà aumentata (AR) sono due progressi tecnologici che aiutano a “interpretare” le nostre sensazioni in maniera diversa. In alcuni casi ci permettono di amplificare i significati e le percezioni del mondo che ci circonda. In altri casi puntano a creare un mondo artificiale.

realtà aumentata

Al di là di ciò, c’è una sottile ma molto importante differenza tra i due termini:

  • realtà virtuale: la realtà virtuale indica una simulazione artificiale, generata al computer, o la ricostruzione di un ambiente in termini – appunto – irreali, inducendo il cervello a pensare che si sta vivendo tale esperienza immersiva come se fosse reale:
  • realtà aumentata: la realtà aumentata punta invece a stratificare i miglioramenti generati dal computer su una realtà esistente, con cui il soggetto può interagire.

Ora, è ben evidente come parlare di questi due termini sia oggi molto più semplice rispetto al passato. Se infatti ne possiamo adesso discutere con maggiore consapevolezza, è sufficiente tornare indietro nel tempo di appena dieci anni per poterci calare in un’epoca in cui VR e AR erano elementi protagonisti di qualche romanzo di fantascienza.

Tuttavia, il vorticoso ritmo del cambiamento tecnologico ci ha portato a un punto storico in cui sia la realtà aumentata che la realtà virtuale possono essere vissute comodamente, anche da casa propria. E sebbene le esperienze più sofisticate richiedano visori dedicati come Oculus Rift o Microsoft HoloLens, chiunque abbia uno smartphone può pur sempre scaricare un’applicazione VR o AR da utilizzare con diversi livelli di complessità.

Un esempio? Tra i più celebri c’è sicuramente l’app per realtà aumentata di Pokémon, Pokémon Go. Qualche fanno fa questa app fu in grado di sfruttare le fotocamere degli smartphone e le funzioni di geolocalizzazione per guidare i giocatori in giro per le proprie reali città, al fine di trovare e catturare i Pokémon sui propri dispositivi mobili.

Un altro esempio? La piattaforma social media Snapchat ha introdotto i filtri e gli obiettivi nel 2015, che sovrappongono effetti animati e funzioni su un soggetto ritratto nella fotocamera.

Ebbene, non possiamo non soffermarci sul fatto che sia Snapchat che Pokémon Go siano stati un ottimo esempio di come le app basate sulla realtà aumentata possano, combinando il mondo fisico e quello virtuale, prendere d’assalto il mondo dei consumatori, attirarli, fidelizzarli, migliorare il proprio livello di esperienza e di soddisfazione. Anche in questo caso, un piccolo esempio vale più di mille parole: in poco più di quattro mesi dal lancio storico dell’app, gli utenti di Pokémon Go avevano già percorso più di 8 miliardi di chilometri e avevano catturato più di 88 miliardi di Pokémon!

Fin qui, però, abbiamo parlato di realtà aumentata finalizzata al gioco e all’intrattenimento. Ma come è possibile sfruttare questa tecnologia per le proprie finalità di marketing e di promozione commerciale? È davvero possibile cercare di sfruttare questa tecnologia in corso di crescente diffusione per poter trarre dei vantaggi considerevoli e per poter trasferire in capo agli utenti una esperienza utente migliore?

La risposta è sicuramente positiva, ma è bene sottolineare fin da subito che un marketing efficace in realtà aumentata deve adottare un approccio molto specifico, cercando di confondere la linea di demarcazione tra il fisico e il virtuale andando a far leva sulle emozioni più percepite dal cliente. Insomma, ai marketer spetterà il compito di fondere gli aspetti più coinvolgenti e più personali dell’esperienza fisica con la natura veloce e conveniente dell’esperienza virtuale.

Peraltro, il successo di app come Pokémon Go – per quanto oramai non più così recente, e di quelle che sono venute successivamente, dovrebbe infondere un po’ di fiducia a tutti coloro i quali stanno valutando se e come entrare all’interno del mercato. È infatti difficile non essere entusiasti del potenziale del marketing della realtà aumentata anche se… in buona sostanza, al momento rimane ancora solo questo, almeno per molte delle realtà imprenditoriali e dei consumatori: un potenziale.

È insomma improbabile che tu ti sia imbattuto in molti casi di realtà aumentata applicati al marketing nella tua vita, sia come consumatore che come imprenditore. E questo non tanto perché la tecnologia alla base non sia sufficientemente attraente, ma solo perché il potenziale non sia ancora stato espresso in termini di competenze e di strategie.

realtà aumentata

Tuttavia, è bene non demordere. Così come l’app dei Pokémon ci ha insegnato, già diversi anni fa, che la realtà aumentata può rivoluzionare il modo con cui possiamo divertirci, così alcune iniziative di marketing aziendale hanno già lasciato intuire quanto possa essere soddisfacente la realtà aumentata applicata al mondo consumer. Vediamo insieme qualche pratico approccio, in Europa e non solo.

L’esempio di Ikea

Tutti conosciamo Ikea, colosso svedese noto in tutta Europa per la vendita di mobili semplici, facili da montare e a prezzi accessibili.

Da diverso tempo l’azienda sta cercando di spingere la facilità d’uso dei suoi servizi ad un livello superiore, proprio grazie all’introduzione della realtà aumentata.

Ikea Place è un’applicazione che permette all’utente di posizionare virtualmente i mobili nella propria casa, attraverso lo schermo del telefono. In questo modo, chi è interessato ad acquistare un mobile di Ikea potrà avere una nuova “esperienza” più interattiva per poterlo percepire all’interno  della propria casa, alternando magari tale visione a quella prodotta direttamente nella propria mente.

L’esempio di Perfect Corp

Anche l’esempio fornito da Perfect Corp merita almeno un breve cenno di riferimento. Questa società, sicuramente meno conosciuta qui da noi rispetto alla terra natìa, fornisce infatti una suite di applicazioni di bellezza in realtà aumentata, la più popolare delle quali è probabilmente quella di YouCam Makeup.

In altri termini, gli utenti dell’app possono utilizzare la tecnologia di “mappatura” facciale per diventare protagonisti di un makeover realistico, ma virtuale. L’applicazione funziona sia in tempo reale (ovvero, facendo lavorare la propria fotocamera), sia per le foto salvate.

Insomma, questi due semplici esempi ci permettono di comprendere quali possano essere le applicazioni che potrebbero migliorare il coinvolgimento del consumatore per le migliori esperienze di shopping.

Entrambi questi esempi, tuttavia, sono chiaramente iniziative rivolti allo sviluppo di iniziative business – to – consumer, piuttosto che business – to – business. Ma, con un po’ di fantasia e creatività, è anche possibile immaginare come queste iniziative potrebbero essere adattate allo spazio B2B, che magari potresti avere interesse ad approfondire.

Fiere

Non c’è alcun dubbio: all’interno di una fiera o di una manifestazione B2B (ma non solo), chi si presenta con un’applicazione per la realtà aumentata, invece che con le tradizionali presentazioni PowerPoint o volantini, ha un valore aggiunto evidentemente significativo.

L’imprenditore che agisce in fiera attraverso un software o un dispositivo per la realtà aumentata sarebbe infatti in grado di “portare” i prodotti virtuali direttamente per stupire i visitatori delle fiere. Il risultato non mancherà di stupirti: noterai infatti un maggiore interesse da parte delle persone che si avvicineranno al tuo stand, rispetto a quello dei concorrenti, e soprattutto noterai che la prestazione in realtà aumentata (che rappresenta ancora una relativa novità nel mercato) rimarrà molto più impressa di altre forme di promozione e di comunicazione nella mente di coloro che possono fruirne.

Riunioni virtuali

Attualmente chi ha intenzione di condividere trattative, negoziazioni e riflessioni con altre persone “a distanza”, lo fa principalmente mediante la predisposizione di una conferenza online. Un utile metodo per poter dematerializzare il contatto fisico dell’incontro “reale” ma… oramai talmente un’abitudine che nessuno si stupisce più della possibilità di entrare in conference call con persone che stanno anche dall’altra parte del mondo.

Ebbene, anche in questo frangente la realtà aumentata può certamente farvi fare un ulteriore passo avanti, in modo da poter non solo ascoltare i tuoi interlocutori, quanto anche vederli.

Non sottovalutare questo aspetto, e ricorda che la comunicazione si basa soprattutto sul linguaggio del corpo, e che gli incontri online (che non possono vantare questa forma di comunicazione non verbale) hanno un rapporto più alto di persone che non prestano attenzione. Dunque, riteniamo che in fondo l’introduzione della realtà aumentata possa essere un notevole vantaggio e un ottimo mezzo per generare più attenzione e, magari, più proposte di acquisto / vendita!

Conclusioni

Anche se il marketing della realtà aumentata è un concetto affascinante ed entusiasmante, c’è ancora molta strada da fare prima di aspettarci che raggiunga il mainstream, in particolare nello spazio B2B. Mentre i marketer che nei prossimi mesi sapranno essere in grado di sfruttare a proprio piacimento la realtà aumentata si potranno porre in una posizione di notevole vantaggio, il rischio di investire troppi soldi in questa tecnologia potrebbe rimanere elevato fino a quando il mercato non sarà più maturo.

Per ora, dunque, i marketer faranno bene a tenere d’occhio l’evoluzione della realtà aumentata per vedere dove andrà in futuro, e sfruttarla soprattutto per il marketing B2C, piuttosto che per il B2B.

Come abbiamo visto citando – ad esempio – il caso di Ikea, è oggi possibile cercare di sfruttare la realtà aumentata in maniera davvero semplice, e con impieghi piuttosto limitati, considerato che l’hardware di “base” è già a disposizione dei tuoi clienti.

In altre parole, quel che serve ai tuoi clienti per poter beneficiare delle esperienze di realtà aumentata è solamente uno smartphone e… non necessariamente di fascia top o di ultimissima generazione. A te non rimarrà dunque da fare che cercare di approntare un’app per la predisposizione di una rinnovata esperienza utente, da distribuire mediante il tuo sito o i principali store delle applicazioni per Google (sistemi operativi Android) o Apple (sistemi operativi iOS).

In questo ambito, la tua prospettiva dovrebbe dunque cambiare, considerando che hai davanti a te la possibilità di poter investire un budget più relativo e contenuto, per poter donare ai tuoi clienti un valore aggiunto esperenziale che potrebbe realmente fare la differenza rispetto ai concorrenti.

Pensa, ad esempio, a un imprenditore che vende sul proprio e-commerce degli occhiali da sole. Potrebbe essere utile valutare la possibilità  di predisporre un sistema di realtà aumentata che possa simulare (in una modalità simile a Snapchat) in tempo reale quale sarebbe l’immagine post-acquisto.

E tu che ne pensi? Credi che la realtà aumentata sia già oggi una utile leva per il tuo marketing?

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