Quanto costa aprire un ecommerce nel 2024

Quanto costa aprire un ecommerce nel 2024

Il commercio elettronico e’ una grande opportunità di realizzare profitti senza doversi sobbarcare dei costi di un negozio fisico, ma chi è estraneo al mondo digitale si chiede prima di tutto quanto costa aprire un ecommerce nel 2024.

Un ecommerce è fondamentalmente un negozio virtuale disponibile su internet dove i potenziali clienti possono conoscere la tua azienda, visualizzare i prodotti o servizi offerti, comprensivi di immagini e descrizioni, leggere le recensioni di altri utenti che hanno già comprato ed effettuare uno o più acquisti mediante pagamento elettronico.

Per calcolare i costi di un ecommerce occorre considerare le spese che servono per avviare l’attività, ma anche il budget per la promozione, almeno iniziale, che deve essere impostato per iniziare a vendere online.

Il totale che indica quanto costa aprire un ecommerce varia anche in base alle competenze individuali: chi è in grado di svolgere alcuni ruoli in autonomia potrà risparmiare sulle collaborazioni per i compiti da assegnare ad altri professionisti.

Scopri quanto costa aprire un ecommerce nel 2024: i costi iniziali

I calcoli per stabilire quanto costa aprire un e-commerce devono includere tutti gli aspetti relativi alla vendita online, iniziando da zero e considerando alcune attività che si svolgeranno per un determinato periodo di tempo.

Non basta impostare un sito web e caricare un catalogo di prodotti, occorre pianificare delle strategie per impostare una presenza digitale e creare un’immagine aziendale. Si possono individuare alcuni step fondamentali che costituiscono i pilastri per aprire un ecommerce.

Il business plan è sicuramente uno strumento adeguato per avere un’idea chiara di quanto costa aprire un ecommerce, capire a cosa attribuire la priorità e fare delle stime in merito al ritorno dell’investimento.

Sito web per aprire un ecommerce

Il sito web è una delle opportunità per aprire un ecommerce e la sua creazione prevede alcuni passaggi:

  • registrazione del dominio
  • sviluppo della piattaforma
  • installazione dei plugin necessari
  • configurazione delle modalità di pagamento

Per fare questo occorre la professionalità di un web developer, la creatività di un graphic designer e le competenze di un SEO specialist. Si tratta della fase iniziale, poi sarà necessario apportare le modifiche utili a migliorare l’esperienza di navigazione e di acquisto del cliente.

Sarà inoltre indispensabile dotarsi ed utilizzare strumenti per monitorare le performance del sito web, per rilevare l’efficacia delle impostazioni e migliorarle per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Fra i dati che questi strumenti mettono a disposizione troviamo: il tasso di rimbalzo che indica il numero di visitatori che abbandonano il sito dopo aver visualizzato una pagina; il tempo di permanenza che mostra quanto gli utenti sono interessati ai contenuti proposti; le conversioni, ovvero la prova di una comunicazione efficace; le fonti del traffico che rivelano quali sono i canali con i quali i potenziali clienti sono propensi a interagire.

Raccogliere e analizzare questi dati fornisce elementi indispensabili per ottimizzare il sito web e risparmiare sui costi ecommerce per le azioni future: le aree di miglioramento sono opportunità per aumentare la soddisfazione del cliente.

Il marketplace riduce i costi ecommerce

I costi per aprire un ecommerce possono essere ridotti scegliendo di aprire un profilo venditore su una piattaforma, come Amazon o un altro marketplace.

In questo modo si potrà usufruire di un percorso guidato che suggerisce come impostare un negozio online seguendo varie fasi: dalla descrizione del negozio all’inserimento del catalogo e delle schede prodotto, fino alle campagne di sponsorizzazione, l’assistenza aiuta a sviluppare il proprio progetto e iniziare a vendere.

La scelta del marketplace dipende dalla categoria di articoli venduti; Amazon permette di ottenere una buona visibilità per ogni tipo di prodotto venduto; Ebay presenta una grande opportunità per molti articoli, Etsy è l’ideale per l’artigianato mentre ManoMano è leader per il bricolage.

Per ottimizzare i costi ecommerce occorre individuare la vetrina ottimale per proporsi: ogni piattaforma ha una clientela vasta e interessata a determinati prodotti; quindi, consente di raggiungere utenti realmente interessati.

Costi per aprire un ecommerce

Regime fiscale per calcolare quanto costa aprire un ecommerce

Tra i costi per aprire un ecommerce occorre includere quello del commercialista, che ti guiderà nella scelta del regime fiscale più adatto al tuo progetto imprenditoriale.

È possibile a vendere online anche senza partita Iva, ma la normativa italiana prevede un tetto massimo di fatturato; può essere una modalità interessante per il periodo iniziale, ma se hai intenzione di realizzare un business scalabile devi considerare altri sistemi.

Il regime forfettario permette di pagare le tasse in percentuale ridotta, ma non hai la possibilità di scaricare l’Iva ed alcuni altri costi sostenuti e solo un commercialista competente può fare i calcoli esatti per capire se è vantaggioso per te.

È molto importante informarsi anche sulle agevolazioni per l’avvio di nuove imprese, sui finanziamenti disponibili anche a fondo perduto e sulla consulenza fornita dalla Camera di Commercio che aiuta a chiarire almeno i dubbi iniziali.

Impostare il magazzino per l’e-commerce

Per vendere prodotti online è necessario stabilire come realizzare il magazzino, un aspetto importante per definire quanto costa aprire un ecommerce.

Se si prevede di acquistare uno stock di merce da tenere in deposito, si dovrà individuare una struttura idonea per farlo. Con questa opzione i costi ecommerce si definiscono così:

  • canone affitto o rata mutuo per il magazzino
  • costo del personale impiegato
  • sistema di sicurezza e sorveglianza
  • investimento nella merce per l’avvio con una minima scorta
  • costo relativo al materiale per imballaggio e spedizione
  • contratto con corriere per le consegne

Questo tipo di spesa prevede un investimento che sarà ammortizzato nel lungo periodo, alcune voci hanno riscontro direttamente nel calcolo del prezzo finale del prodotto che ne deve tenere conto in percentuale.

Il personale che lavora nel magazzino deve essere previsto per lo svolgimento quotidiano dell’attività ma si deve anche fare una previsione per i periodi legati ad eventi stagionali che richiedono più operatori.

Inoltre, bisogna pianificare quando fare l’inventario, che dovrebbe essere almeno una volta all’anno; la verifica regolare delle giacenze in magazzino assicura che la disponibilità sul sito sia sempre esatta e non ci sarà il rischio di perdere delle vendite o di ricevere una recensione negativa.

Quanto costa aprire un ecommerce con il dropshipping

Si può decidere di avviare un ecommerce riducendo i costi attraverso il dropshipping.

Si tratta di stipulare un contratto di affiliazione con un fornitore che andrà a sostituire tutte le attività legate all’acquisto della merce, il magazzino, le spedizioni e l’inventario.

Nella scelta del fornitore si devono considerare alcuni elementi che dovranno assicurare al tuo ecommerce la possibilità di crescere nel tempo:

  • affidabilità
  • catalogo prodotti vario
  • riassortimento costante in termini di quantità disponibili
  • aggiunta di nuovi prodotti in linea con il mercato
  • prezzo che consente un idoneo margine di guadagno

Il lato negativo è rappresentato da un catalogo prodotti uguale a quello venduto da altre aziende, ma questo aspetto può essere superato da una strategia di marketing che valorizza i benefici per il cliente e sviluppa una comunicazione efficace che fa emergere il Brand.

Il grande vantaggio è costituito dai costi minori rispetto a un magazzino di proprietà: il contratto di dropshipping solitamente prevede un costo di affiliazione iniziale e dei rinnovi annuali, con la possibilità di costruire un Brand personale affidabile e di creare una forte presenza digitale.

Un altro aspetto positivo è il fatto di non dover fare previsioni sull’andamento delle vendite, che invece deve essere oggetto di studio e quindi inserito nelle voci che concorrono a definire quanto costa aprire un ecommerce.

Se non si ha la necessità di acquistare uno stock di prodotti sarà comunque utile sapere quali articoli soddisfano le esigenze del pubblico di riferimento; in questo modo la comunicazione risulterà più efficace e si potranno realizzare più conversioni.

Nello stesso tempo, però, si acquisteranno dal fornitore i prodotti solo dopo averli venduti, con il risultato di non creare giacenze invendute.

Quanto cosat aprire un e-commerce

Strategie di marketing nei costi per l’ecommerce

Le strategie di marketing utili ad avviare un ecommerce variano in base al settore in cui si opera e al pubblico di riferimento.

I potenziali clienti possono essere suddivisi in segmenti che hanno delle caratteristiche in comune: questi elementi sono fondamentali per impostare una comunicazione adeguata.

Fattori come l’area geografica, l’eta’, l’identita’ di genere, i gusti, gli interessi personali ed altro ancora contribuiscono a formare il profilo del tuo potenziale cliente.

Social media marketing

Rappresenta un canale di comunicazione molto potente che può creare connessioni durature. È possibile presentare e promuovere i propri prodotti e servizi in organico e impostare delle campagne di sponsorizzazione.

Il costo per la pianificazione di un piano e di un calendario editoriale dipende dalle competenze dei professionisti a cui ci si rivolge; la pubblicità ha delle tariffe che variano in base al tipo di campagna impostata, al budget giornaliero e a quello totale.

La potenzialità di una presenza attiva sui social media è notevole e consente di raggiungere nuovi segmenti di mercato e di mantenere un dialogo con potenziali clienti, rafforzando l'identità del Brand.

Ottimizzazione SEO: aprire l'ecommerce ed essere tra i primi risultati in SERP

L'ottimizzazione SEO deve essere applicata a tutti i contenuti condivisi sui canali di comunicazione.

Questa pratica permette di migliorare la visibilità online mettendo in evidenza agli occhi dei motori di ricerca quelle informazioni che sono ricercate dagli utenti. In pratica il potenziale cliente che farà una richiesta su internet troverà in posizione privilegiata e prominente il tuo ecommerce aumentando le probabilità’ di una sua visita.

La pratica SEO ha come obiettivo quello di aumentare il traffico organico, utilizzando keyword pertinenti, una struttura del sito ottimizzata e contenuti inerenti al pubblico in target.

Content marketing

Tutti i contenuti impostati nelle strategie di marketing devono condividere la mission e la vision aziendale. Ogni modalità avrà poi delle impostazioni inerenti alla piattaforma sulla quale viene veicolato, ma il messaggio deve essere coerente.

Questo favorisce la creazione di un rapporto di fiducia con gli utenti, perché la stessa immagine aziendale viene proposta su diversi canali e aumenta le credibilità del Brand stesso.

E-mail marketing

La comunicazione diretta e, quanto più possibile personalizzata, permette di raggiungere individualmente il pubblico in target e di misurare l’efficacia delle mail stesse.

È possibile inviare informazioni sui nuovi prodotti, promozioni riservate agli iscritti alla newsletter e contenuti esclusivi che non sono reperibili sugli altri touchpoint.

L’email marketing mantiene il Brand in contatto con i potenziali clienti e con quelli acquisiti, utilizzando un dato prezioso che viene rilasciato dagli utenti durante la navigazione in cambio di un contenuto, di uno sconto o durante una transazione che viene abbandonata.

Partnership e collaborazioni: come aprire un e-commerce e farsi conoscere

Le collaborazioni con altre aziende sono potenziali per raggiungere nuovi utenti e proporsi sfruttando la notorietà di altri Brand.

La maggiore visibilità è assicurata, per realizzare conversioni è indispensabile che la partnership si basi su prodotti o servizi condivisi o correlati, per mantenere coerenza nell’offerta aziendale.

Anche i contratti con influencer sono molto profittevoli, in quanto i follower di un personaggio pubblico riconoscono autorità nelle proposte da loro veicolate e sono più propensi all’acquisto pur non avendo una conoscenza approfondita del marchio.

Workshop e webinar

Sono una modalità per coinvolgere il pubblico e stimolare domande che possono aiutare e delineare dubbi e aspettative dei clienti, dati preziosi per pianificare strategie di marketing performanti.

Gli eventi virtuali, come i webinar, non hanno confini geografici e l’utente può seguirli sia in diretta che in modalità differita dalla postazione preferita, interagendo anche in forma anonima.

Si possono diffondere informazioni sui prodotti, fornire suggerimenti sull’uso e informazioni che non sono presenti sul sito online o sulla scheda del prodotto.

Questi momenti sono potenziali per la costruzione di una community che condivide gli stessi interessi e che poi si ritroverà sui profili social per scambiare impressioni e commenti: l’engagement generato deve essere sfruttato dal Brand per arrivare a definire il pubblico in target.

Nella realizzazione dei workshop e webinar devi tenere in considerazione che gli stessi dovranno essere di breve durata, per non rischiare di annoiare il cliente, e molto coinvolgenti per catturare la sua attenzione.

Strategie per ottimizzare i costi ecommerce

Le strategie da implementare per ridurre i costi ecommerce permettono di ottenere benefici nel lungo periodo e ottimizzare l’investimento iniziale.

L’obiettivo principale deve essere quello di migliorare l’esperienza dell’utente, realizzando una corretta gestione del prodotto e ponendo un’attenzione costante al customer journey.

Questo consente di massimizzare il rendimento, distribuendo il budget disponibile in attività mirate, garantendo la sostenibilità finanziaria del negozio online.

Quando è possibile, è meglio automatizzare alcune attività, adottando dei plugin che permettono di svolgere delle funzioni in minor tempo e con affidabilità.

Risorse gratuite

Esistono diverse risorse gratuite, come plugin e strumenti che nella versione base non prevedono costi, ad esempio quelli per gestire le email.

Nella fase iniziale, se non si hanno grandi liste di utenti da gestire e le attività da svolgere sono ridotte, si può ipotizzare di lavorare con questi tool e usare i dati ricavati per conoscere meglio i propri potenziali clienti.

Collaborazioni esterne

Quando si hanno delle competenze relative al digital marketing è possibile svolgere alcuni task in autonomia e risparmiare sulle collaborazioni esterne.

Questo presuppone però di avere professionalità, in caso contrario non sarà facile raggiungere gli obiettivi prefissati.

Specie quando si è all’inizio di una attività di ecommerce è suggeribile affidarsi ad uno o più professionisti con esperienza del settore che saranno capaci di guidarti sulle tecnologie ed esperienze più adatte alle tue esigenze.

Col tempo, poi, l’esperienza acquisita ti permetterà di lavorare con maggiore autonomia e con un conseguente risparmio dei costi.

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