Growth hacker

Growth hacker: chi è, cosa fa e come applica le strategie innovative

Spesso si usano nomi diversi da quelli tradizionali per definire delle figure professionali che sono emerse di recente nell’ecosistema digitale e uno di questi è il termine growth hacker.

Il ruolo di questo specialista è quello di concentrarsi sulla crescita di un’azienda, esplorando tutte le sue potenzialità e sperimentando tutte le tecniche applicabili.

Si tratta di un approccio innovativo che risponde perfettamente alle esigenze mutevoli del mercato digitale, adattandosi di continuo alle nuove tendenze e cogliendo ogni opportunità che si presenta.

Growth hacker: un ruolo chiave nel marketing digitale

La figura del growth hacker emerge come un professionista centrale nel marketing digitale.

È in grado di sperimentare con la finalità di evolversi e trasformarsi, adattandosi ai cambiamenti; in questo modo può pianificare una comunicazione che si basa su processi dinamici.

Il suo punto di vista si focalizza sui dati che permettono di capire le tendenze di mercato e il comportamento degli utenti; la sua azione si concretizza su nuove prospettive di immagine e di crescita, sulla base di intuizioni innovative che escono dagli schemi tradizionali. Le fasi principali del suo lavoro:

  • ideazione – momenti di creatività con brainstorming; le informazioni a disposizioni diventano idee concrete
  • priorizzazione – si focalizzano le risorse su alcuni progetti e si decide l’ordine
  • esecuzione – è la fase concreta che porta alla luce i contenuti pensati

Una delle particolarità del growth hacker è l’agilità mentale: questo significa saper analizzare in tempo reale le informazioni necessarie, valutare le azioni di marketing in atto e modificare rapidamente le campagne, se necessario, per massimizzare i risultati.

Le attività sono una reale opportunità di crescita e possono prevedere l’ottimizzazione dei canali di acquisizione, l’implementazione di nuove tattiche o l’esplorazione di nuovi segmenti di mercato: l’obiettivo finale rimane la soddisfazione del cliente e la creazione di conversioni.

La collaborazione con i team di sviluppo, di progettazione e di marketing contribuisce al successo di ogni iniziativa. Ogni professionista può fornire nuovi elementi e ogni informazione è preziosa per definire in modo più dettagliato le azioni idonee al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

È indispensabile essere costantemente aggiornati sulle nuove tecnologie che semplificano il lavoro e sulle nuove piattaforme che rappresentano un grande potenziale di comunicazione.

Growth marketing vs marketing tradizionale

Il growth marketing si differenzia dal marketing tradizionale proprio per l’approccio iniziale; infatti, essendo data driven, si basa sull’analisi dei dati a disposizione e da questi pianifica delle strategie di comunicazione.

Il consumatore finale è sempre al centro dell’attenzione, l’impatto della comunicazione determina il successo delle attività che devono intercettare gli utenti e portarli a compiere una conversione.

Growth marketing

Le strategie di growth marketing implicano delle competenze che non sono scontate:

  • conoscere i tipi di dati di cui si ha la necessità
  • saperli leggere per ricavare le informazioni utili
  • decidere le azioni da intraprendere dopo la loro analisi

La pianificazione delle strategie basate sul growth marketing prevede quindi l’analisi del prodotto o servizio da vendere insieme alla modalità con la quale verrà proposto; si propone come una modalità che sperimenta di continuo e fa dei test che restituiscono dati da analizzare.

Questa modalità mette in discussione qualsiasi cosa e cerca nuovi modi di comunicare, intesi sia come canali, sia come tipologia di contenuti. L’ideazione prevede più test da effettuare, individuando anche la priorità di realizzazione.

Le tecniche non sono scelte a caso, ogni proposta viene studiata in base alle aspettative degli utenti e se non dà i risultati previsti si potranno avere dei dati di analisi che danno più informazioni sui segmenti di pubblico in target.

Marketing tradizionale

Il marketing tradizionale mira a un punto di contatto diverso. Attraverso canali come la televisione, la stampa o anche il settore digitale, propone un messaggio pubblicitario rivolto a un pubblico vasto.

Si tratta di una comunicazione di massa che vuole costruire un’immagine aziendale, puntando sulla consapevolezza del marchio che genera un aumento delle vendite.

Dal punto di vista economico richiede l’impiego di grandi risorse; il ritorno sull’investimento non è sempre conveniente e la comunicazione non permette di diffondere messaggi personalizzati.

In un mondo digitale, dove le interazioni e le informazioni vivono sul web, il marketing tradizionale non basta per affermare e consolidare un Brand; può però costituire una strategia da integrare in una pianificazione che prevede anche strumenti più moderni.

Alcune campagne hanno anche lo svantaggio di non poter essere fermate se non risultano performanti, con notevoli ripercussioni economiche.

Cosa fa il growth manager

Le competenze necessarie per diventare un growth hacker

Se ti stai chiedendo come diventare un growth hacker di successo, devi prima di tutto sviluppare delle competenze che sono indispensabili a livello tecnico; risultano utili anche delle soft skills che identificano il mindset ideale per svolgere questa professione.

Devi adottare un approccio olistico, aperto a tutte le possibilità e a tutte le aree di business, dal marketing al prodotto, dal pricing al customer care. In particolare, nella comunicazione devi sfruttare tutti i canali disponibili per implementare nuove strategie.

Analisi dei dati

La prima competenza necessaria e richiesta è la capacità di interpretare le metriche, al fine di estrarre i dati indispensabili per prendere decisioni informate.

Si tratta di un punto fondamentale per ottimizzare le strategie di crescita, in quanto permette di escludere le attività che non sono performanti e individuare quelle potenzialmente profittevoli.

Analisi del pubblico

Tutte le azioni di marketing dovrebbero comprendere, soprattutto nelle fasi iniziali, lo studio del target di riferimento.

Questo consente di segmentare il pubblico e rilevare gli utenti che sono potenziali consumatori; l’attenzione si rivolgerà a fasce ben definite con delle caratteristiche e delle aspettative da soddisfare.

SEO

Le attività digitali che si basano sulla SEO risultano più performanti. Utilizzando le keyword con volumi di ricerca più alti si può generare traffico e indirizzarlo verso i canali di comunicazione del Brand in oggetto.

L’ottimizzazione dei contenuti in chiave SEO permette di raggiungere i segmenti di pubblico in target utilizzando proprio le parole chiave che vengono inserite nelle loro ricerche su internet.

Social media marketing

L’importanza dei profili social in ogni strategia di comunicazione è evidente nel tasso di engagement generato dai contenuti in linea con il tone of voice degli utenti.

Il growth hacker deve conoscere tutte le piattaforme esistenti, sapere come ragionano i loro algoritmi, capire quali fasce di pubblico sono interessate e, infine, utilizzare per ogni caso quelle che risultano idonee.

Creatività

La creatività è indispensabile per essere propositivi. La capacità di vedere oltre gli schemi si concretizza quando si riesce a proporre con molta rapidità un’idea innovativa dopo aver analizzato la situazione attuale.

Le proposte devono però essere anche accompagnate da motivazioni valide, la finalità è sempre quella di sperimentare per produrre conversioni.

Proattività: il growth hacker è pronto all'azione

Una delle soft skills più utili è quella di essere proattivi, cioè di saper agire quasi ancora prima che si presenti la necessità. In un mondo dinamico, come l’ecosistema digitale, i tempi di attesa possono far perdere delle opportunità a vantaggio dei competitor.

Non si tratta di azioni dettate dall’impulso, ma proprio da una visione che intravede nella sperimentazione nuove modalità di proporsi sul mercato.

Problem solving

Nella realtà quotidiana le problematiche sono eventi da risolvere con tempestività, con l’attenzione rivolta ad un’analisi rapida e con una gestione ottimale di rischi e costi.

Questa abilità implica l’applicazione di un ragionamento logico e pensiero critico, per raggiungere soluzioni efficaci.

Capacità di lavorare in team

Spesso i task da svolgere sono numerosi e il tempo a disposizione non basta; in questa fase è importante saper collaborare con altri specialisti, delegando i compiti a chi è in grado di svolgerli e continuando a lavorare con la tranquillità necessaria per rispettare i tempi previsti.

Gestire un team di persone, o riuscire a stabilire dei rapporti lavorativi utili e che danno soddisfazione, aumenta la produttività e contribuisce al successo aziendale.

Leadership

Essere in grado di condividere un’idea contro corrente, aggiungendo delle motivazioni a supporto, non è facile soprattutto quando si tratta di una strategia che non è stata ancora applicata.

Quindi avere una personalità forte, per dimostrare la potenzialità di un progetto, è indispensabile per far emergere le proprie competenze e dare un senso di affidabilità.

Growth hacker: cosa fa?

Growth hacker: la figura chiave per la crescita del tuo business

Alcune aziende, pur avendo una presenza digitale, non sono ancora consapevoli dell’importanza di avere delle figure professionali specializzate nella pianificazione della loro comunicazione.

Altre, invece, sono perfettamente allineate alle esigenze dei consumatori e cercano di sfruttare tutte le opportunità offerte da internet.

Il growth hacker può rappresentare un input in più da affiancare ad una pianificazione regolare, per proporsi con modalità nuove ed emergere sulla concorrenza.

È utile studiare il mercato con un approccio differente e avviare questi test prima di averne bisogno, per poter affrontare periodi di crisi o avere un’alternativa valida se una piattaforma non risulta più performante.

Quindi avere un growth hacker, o un growth manager, significa poter contare su uno specialista che si occupa solo della crescita dell’azienda, applicando la sua visione strategica.

Gli obiettivi sono misurabili e le KPI di riferimento sono identificate all’inizio di ogni processo; riguardano l’acquisizione di nuovi clienti come la fidelizzazione di quelli esistenti, studia dei funnel di vendita rivolti a segmenti di pubblico più ristretti e migliora il posizionamento del Brand.

Le strategie applicate non risultano sempre vincenti, perché si tratta sempre di sperimentazioni, ma anche gli errori possono insegnare cosa non piace al pubblico e fornire quindi informazioni utili alla pianificazione futura.

Lo studio dei competitor risulta indispensabile, per individuare gli elementi positivi che creano un’immagine affidabile e stimolare idee alternative che permettano di differenziarsi. Questo aiuta sia a proporre soluzioni da applicare nell’immediato, sia strategie da consolidare a lungo termine.

Come impostare l’attività di growth marketing

Per dare un contributo misurabile, che evidenzi il lavoro svolto, il growth hacker deve impostare dei task e avere una modalità di lavoro programmata, per poi dare sfogo alla creatività:

  • comprendere vision e valori del Brand
  • analizzare dati della situazione attuale
  • progettare una strategia
  • organizzare, se possibile, un team di supporto
  • realizzare le attività pianificate
  • monitorare i risultati e le KPI

I risultati devono essere raggiunti in tempi record e possono utilizzare canali e strumenti innovativi. Tutto viene preso in considerazione e rielaborato seguendo una logica di coerenza con l’immagine aziendale.

Le strategie che in passato si sono rivelate fallimentari possono essere modificate tenendo conto delle nuove tendenze e dei dati sul pubblico in target acquisiti nel corso delle campagne successive.

Ci sono delle attività che possono generare nuovi contatti o fidelizzare quelli esistenti in breve tempo e che vengono spesso utilizzate da un growth hacker.

Email marketing

I messaggi diretti e personalizzati sono un’arma potente e immediata per verificare l’efficacia della comunicazione; i tool che riportano dati sull’aperture delle mail e sulla percentuale di clic sui contenuti inseriti, forniscono delle metriche che rivelano il successo di una strategia.

Funnel di conversione

Il funnel di vendita, che accompagna l’utente dal primo contatto alla conversione, permette di agire facendo leva sui bisogni e sulle necessità del segmento di pubblico al quale ci si rivolge.

Partnership

Le collaborazioni possono individuare dei partner che sono in trend in un determinato momento storico; sfruttando la loro notorietà è possibile acquisire nuovi contatti. Se il riscontro è positivo, sia per l’immagine dell’azienda che nelle conversioni, sarà utile stabilire rapporti a lungo termine.

Ottimizzazione

A volte il growth hacker individua delle potenzialità in contenuti o impostazioni che in passato non hanno dato i risultati preventivati; in questo caso l’ottimizzazione degli stessi può dare un riscontro positivo e fornire nuove idee di promozione d’immagine.

Testing

L’attività fondamentale e ciclica è quella di sperimentare e testare: solo i dati di analisi sono utili per capire l’efficacia delle idee proposte e individuare la strada idonea al raggiungimento degli obiettivi.

Come diventare growth hacker

Il percorso che ti spiega come diventare growth hacker non è lineare, nel senso che non ti basta un corso per acquisire tutte le competenze e lanciarti nel settore digitale con questa qualifica.

La formazione può iniziare con una conoscenza approfondita di marketing, comunicazione o economia e poi evolversi con approfondimenti in tematiche diverse legate al marketing digitale.

I webinar possono indirizzare verso argomenti che sono più richiesti dal mercato e che possono contribuire ad aprire la mente ad un settore in continua espansione.

Il mindset è fondamentale per imporsi come specialista: non bisogna arrendersi davanti al primo fallimento ma continuare ad applicarsi ed essere propositivi.

La pratica e l’esperienza sono elementi da evidenziare nel proprio portfolio e sono gli unici che possono dimostrare quanto siano valide le tue competenze.

Infine, l’aggiornamento continuo e il confronto con altri specialisti del settore aiuta ad essere sempre preparati e garantisce di poter offrire un servizio che copre tutti gli aspetti della comunicazione nel marketing.

Il confronto diretto su diverse tematiche e settori può anche fornire gli stimoli necessari per proporre idee nuove e trovare nuovi punti di contatto con il pubblico in target.

Lo stipendio varia in base all’esperienza acquisita, alle competenze riscontrabili nei progetti realizzati e anche al settore di riferimento. In ogni caso, la figura professionale del growth hacker è molto richiesta e l’investimento nella sua formazione, in termini di tempo e di soldi è sicuramente conveniente.

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