Google Webmaster Tools : Cos’è e Come Utilizzarlo per la SEO di un E-commerce

Google non lascia soli i webmaster, che si tratti di professionisti o webdesigner in erba. Lo strumento che mette a disposizione si chiama Google Webmaster Tools, una vera cassetta degli attrezzi con ottime funzionalità anche per la SEO.

L’interfaccia di Webmaster Tools è molto intuitiva, ma come capiremo in seguito il programma è ricco di opzioni e di voci da esplorare.

Come Funziona Google Webmaster Tools

L’accesso a Webmaster Tools richiede un semplice account Google. Poi, tramite il tasto rosso sulla destra, possiamo aggiungere un sito, il nostro sito, così da tenerlo sempre in evidenza nella home.

Cliccando sul sito accediamo ora al vero e proprio pannello di gestione, ovvero alla Dashboard o pagina principale. Sulla sinistra è un menu con le seguenti voci:

  • Dashboard (main page);
  • Messaggi Sito, area riservata alle comunicazioni con Google;
  • Aspetto nella ricerca. Qui possiamo visualizzare come appare la nostra home nelle SERP, anche in caso di prodotti. Qui a sua volta si apre un sottomenu che mostra le voci:
  • Dati Strutturati;
  • Evidenziatore di Dati;
  • Miglioramenti HTML;
  • Sitelink;

Le 5 voci successive sono:

  • Traffico di ricerca;
  • Indice Google;
  • Scansione;
  • Problemi di sicurezza;
  • Altre risorse.

La prima domanda che emerge può essere: quali tra queste risorse sono veramente utili ad un SEO?

Risorse per la SEO in Webmaster Tools

Cominciamo da “Aspetto della ricerca”. La prima voce del menu, ovvero “Dati Strutturati”, ci introduce ai rich snippets, i dati aggiuntivi a corredo del titolo e della descrizione del sito nelle SERP. Google ci invita a visitare il sito schema.org per capire se e come aggiungere rich snippets al nostro sito, ma ci rendiamo conto che l’argomento richiederebbe una trattazione a parte.

“Evidenziatore di dati” è una funzione molto interessante per chi sfrutta le recensioni e le schede, poiché consente di associare tag alle pagine o a gruppi di pagine simili. In “miglioramenti HTML” é Google stesso che ci suggerisce se il nostro codice ha problemi, mentre “Sitelink” permette di declassare eventuali link suggeriti quando non ci vanno bene.

Ora passiamo alla voce “Traffico di Ricerca”, dove si apre un altro sottomenu. “Query di ricerca” evidenzia le query più frequenti rivolte al nostro sito con numero di impressioni e click. Grazie a questa funzionalità, ad esempio, possiamo scoprire come cambiando il titolo di una pagina cambiano anche i numeri di clic e visitatori.

“Link che rimandano al tuo sito” é una voce molto interessante perchè ci mostra i backlink che puntano a noi ed i contenuti del nostro sito che ricevono il maggior numero di link.

Ancora sui link, la voce “link interni” ci dice quali pagne del nostro stesso sito linkiamo più spesso, e ci aiuta quindi a capire se stiamo dando davvero importanza alle pagine che lo meritano.

Passiamo ora a “Stato dell’Indicizzazione”, la prima voce nel sottomenu di “Indice Google”. Qui sono semplicemente indicate le url che Google ha indicizzato in un tempo t di riferimento. Con “Parole chiave per la rete di contenuti” andiamo a vedere invece quali parole chiave sono più importanti e quante varianti delle stesse sono presenti sul sito. La voce “Rimozione Url”, l’ultima, fa riferimento al file robots.txt che abbiamo trattato altrove.

Consigliamo di dare anche uno sguardo ad “Altre risorse”, che ci suggerisce Google Merchant, Google Places o strumenti di assistenza per il markup.

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