Creare e Ottimizzari Link Interni al Sito – Internal Link Building SEO E-commerce

Non solo gli inbound link e gli outbound link: anche i link interni, infatti, possono fare la fortuna di un buon ecommerce, se strutturati con cognizione di causa.

I link interni sono hyperlink che puntano ad un’altra risorsa presente nel sito, senza mai uscire dal dominio di riferimento. Nel codice HTML un link interno appare così:

<a href=”http://www.sitoprova.it/” title=”keyword”>Testo linkato</a>

Ovvero abbiamo il cosiddetto anchor text che rimanda a una pagina interna grazie al tag <a></a>.

Ma a cosa veramente servono i link interni?

  1. Permettono di navigare il sito web, che dopotutto è un ipertesto;
  2. Permettono di creare una gerarchia tra le informazioni, consentendo di stabilire quali pagine sono più rilevanti;
  3. Orientano i motori di ricerca indicando le pagine più importanti.

Insomma, danno una forma all’architettura del sito.

Strategie di internal link building

La struttura ideale per un buon lavoro di internal link building è piramidale. Al vertice una pagina, (la home), nella quale ci sono link alle principali sottopagine (chiamiamole pagina 1, 2, 3 e 4). Ogni sottopagina, a sua volta, sarà linkata da tutte le sottopagine di livello inferiore (esempio: pagina 1 è richiamata da pagina 1.1, pagina 1.2 e pagina 1.3). Questa strutturazione in categorie e sottocategorie mantiene un certo equilibrio nella distribuzione dei link, che non sbilancia il sito.

Un ecommerce può sfruttare l’internal linking per dare valore alle proprie pagine principali. Una scheda prodotto, ad esempio, può presentare related content, link a contenuti di approfondimento, tag e opzioni. Emerge, naturalmente, la gerarchia, che fa riferimento come vertice appunto al prodotto.

È importantissimo evitare i link in formato immagine (ad esempio nella navigazione) e scegliere sempre link testuali, per esigenze di posizionamento. Ricordiamoci anche dei breadcrumbs, le “briciole di pane” che ci dicono in quale pagina siamo e qual’è il percorso (in profondità) che abbiamo effettuato nel sito.

Ipotizzando questa riga di breadcrumbs:

Home > prodotti > prodotti per la casa

Ognuna delle singole parole sarà anche un link che condurrà alla rispettiva pagina. Essendo la pagina Home sempre presente in tutti i breadcrumbs, verrà anche letta dagli spider come la più linkata e quindi gerarchicamente prioritaria.

Non sottovalutiamo il potere dei nomi delle singole pagine per la SEO. La strategia di internal link building deve puntare anche su nomepage coerenti con il contenuto e le key prioritarie, utilizzando nel tag <a> l’attributo “title” per offrire maggiori informazioni sulla pagina.

Gli internal link funzionano meglio se utilizzano le stesse parole della descrizione di categoria o del title di pagina.

Supponiamo di voler linkare una pagina sulle “tendenze moda inverno 2015”.

Il testo che rimanda alla pagina va linkato con le esatte parole o parole molto vicine al title.

Link interni da evitare

Evitiamo link come questi:

– In questa pagina possiamo scoprire le nuove tendenze per l’inverno 2015…

– […] per scopire cosa andrà di moda da dicembre in poi, clicca qui.

E utilizziamo un approccio del genere:

– Andiamo a conoscere le nuove tendenze di stile per l’inverno 2015.

– Scopriamo insieme cosa andrà di moda nel 2015.

WordPress e internal links

Chi utilizza CMS come wordpress può installare interessanti plugin tra cui spicca, per chiarezza, Internal Link Building. Grazie a questo plugin si può gestire facilmente la gerarchia di hyperlink assegnando keywords o attivando link automatici in stile Wikipedia, ogni volta che viene menzionata la parola da noi inserita.

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