Consigli per Evitare i Filtri Anti-Spam nell’ Email Marketing per Ecommerce

Con il termine “spamming” si intende l’invio massivo di messaggi pubblicitari e commerciali indesiderati a migliaia di indirizzi email, spesso raccolti in modo automatico dalla rete mediante appositi programmi (detti “spambot”) o ottenuti, gratuitamente o a pagamento, da database e liste di contatti.

La crescita dello spam e della posta indesiderata nelle email

Con la crescente affermazione della posta elettronica – uno strumento di comunicazione che gli utenti di Internet ritengono rapido, comodo, sicuro e oramai indispensabile nella vita quotidiana – si sono moltiplicate esponenzialmente anche le email spam inviate e ricevute ogni giorno. Il fenomeno ha assunto dimensioni tali da portare rapidamente allo sviluppo di filtri anti-spam: si tratta di software che leggono letteralmente le email e, tramite algoritmi euristici, verificano la sussistenza di determinati contenuti (per lo più parole, formattazione e immagini) già in precedenza segnalati come spam; se tali elementi sono presenti in misura considerevole, le email verranno a loro volta marcate come spam e, con ogni probabilità, non verranno mai lette dai rispettivi destinatari.

Lo spam, evidentemente, è una delle problematiche più note e temute che quanti si occupano di email marketing devono affrontare: l’email marketing, infatti, consiste proprio nell’invio massivo di messaggi informativi e promozionali tramite posta elettronica. La sfida, per chi voglia integrare questo strumento nella propria strategia di marketing, consiste nell’evitare i filtri anti-spam seguendo alcuni semplici ma importanti accorgimenti.

Gli errori più comuni nelle email contrassegnate come spam

Essenziale, in primo luogo, è agire sui contenuti. Gli errori più comuni che aumentano il rischio di far marchiare come spam le proprie email sono i seguenti:

  • utilizzo di parole e frasi tipiche degli spammer (“Clicca qui”, “Guadagna”, “Opportunità unica”…);
  • eccesso di punti esclamativi;
  • abuso di caratteri maiuscoli;
  • uso di font e sfondi di colori accesi;
  • predominanza della parte grafica rispetto a quella testuale;
  • inserimento di immagini troppo pesanti o di formato non riconosciuto;
  • presenza di link a siti riconosciuti come poco affidabili;
  • codice HTML non particolarmente integro.

Consigli per evitare di finire nella cartella spam

Fondamentale è anche avvalersi solamente di server affidabili: se l’indirizzo IP di invio è stato utilizzato per attività di spamming, esso verrà riconosciuto dai filtri anti-spam come mittente inaffidabile, condizionando di conseguenza ogni messaggio in uscita. In rete sono a disponibili svariati servizi che permettono di verificare se il proprio server è sicuro o, al contrario, è inserito in una black list (elenco di indirizzi IP identificati come fonte di spam).

Non meno importante, ai fini di evitare di essere ingiustamente segnalati come spammer, è appoggiarsi solo a liste di contatti che hanno esplicitamente acconsentito al trattamento dei propri dati. Un utente che riceve un’email promozionale che non riconosce e che non ha mai accettato di ricevere molto probabilmente la marcherà come spam, e il mittente verrà considerato come spammer e bloccato anche in seguito. Se le liste di contatti vengono implementate da sé, occorre chiedere esplicitamente il consenso degli utenti alla ricezione di email pubblicitarie e newsletter, spiegando con chiarezza la natura dei messaggi che riceveranno e dando in ogni caso la possibilità di disiscriversi; se si utilizzano liste acquisite da terzi, bisogna assicurarsi che questa operazione sia stata fatta e che i dati siano stati raccolti nel rispetto delle norme sulla privacy.

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