E-commerce Italia, Statistiche e Trend

E-commerce Italia

Come sta l’e-commerce in Italia? Quali sono le sue statistiche? E quali le tendenze per il prossimo futuro? Rispondere in poche righe a queste – e altre – domande non è certo semplice, ma prendendo spunto dalle più autorevoli ricerche sul tema, possiamo cercare di tracciare una ideale linea guida tra il 2017 e quel che verrà.

Trend e-commerce in forte crescita

Il primo dato che salta agli occhi è legato al forte incremento del fatturato. Oggi il commercio elettronico tricolore fattura almeno 31,7 miliardi di euro (dato al 31 dicembre 2016, Fonte: Casaleggio Associati), in incremento del 10% rispetto al 2015. Considerando che 10 anni prima il fatturato valorizzava meno di 5 miliardi di euro, ne deriva una progressione di tutto rispetto, che – a nostro giudizio – dovrebbe proseguire su buoni ritmi anche nel corso del 2018, almeno sui livelli del precedente esercizio, ma forse sotto tono rispetto al + 19% del 2015.

Per quanto riguarda la distribuzione del fatturato, la parte da gigante lo fa il tempo libero con una quota di mercato del 43%, con un 38,5% del gioco online (ma è solo del 3,5% la spesa effettiva, mentre è del 35% la somma rigiocata). Al secondo posto tra i settori più rappresentativi c’è poi il turismo (31%) e, in terza posizione, lo shopping sui centri commerciali online (10%).

Previsioni commercio elettronico

Considerati i dati consolidati di cui sopra, può esser utile cercare di volgere lo sguardo al presente e – soprattutto – al prossimo futuro. Ovvero: quali saranno le tendenze che matureranno in maniera più convinta sull’e-commerce?

In primo luogo, tendenza preminente sarà la possibilità di poter (e la necessità di dover!) personalizzare l’intero processo di acquisto, con il cliente che diverrà centrale nell’intera esperienza di shopping, riuscendo a declinare il percorso di “compera” secondo le proprie esigenze. Parzialmente legata a tale trend sarà anche la possibilità di poter incrementare le transazioni, offrendo alla clientela un’esperienza di navigazione sempre più innovativa, poggiando tale esperienza “guidata” – anche – su intelligenza artificiale e chatbot.

Tra le altre tendenze che gli esperti sostengono possano prendere ancora più il sopravvento rispetto a quanto non avvenuto nel recente passato, spicca anche l’importanza dell’analisi big data, e l’innovazione nella gestione dei sistemi di pagamento, al fine di incrementare le conversioni e ridurre il tasso di abbandono della merce nel carrello.

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E-commerce mobile: sviluppo senza soste

Tra le altre caratteristiche evolutive dell’e-commerce, non possiamo che concludere citando il crescente ricorso al mobile shopping quale tratto prettamente distintivo.

Sempre secondo le ultime statistiche di settore, il fatturato mobile pesa oggi per il 26% dell’intero fatturato dell’e-commerce, in crescita rispetto al 22% del 2015, e soprattutto al 13% del 2014, mostrando dunque quanto sia stata incisivo l’aumento relativo dell’e-commerce mobile nel corso dei periodi più recenti a noi.

A conferma del fatto che le aziende stiano pensando al mobile come oggetto preferenziale per i propri investimenti, c’è anche l’evidenza che nel corso del 2017 hanno avuto modo di progettare maggiori investimenti in questo comparto ben il 57% delle aziende operanti nell’e-commerce, mentre un altro 27% ha mantenuto costante il proprio investimento…

Italia e resto del mondo, le statistiche sul commercio elettronico che devi conoscere!

Conoscere come sta andando l’e-commerce in Italia è utile, ma è ancora più utile cercare di conoscere come sta andando l’e-commerce italiano in quello globale! D’altronde, il commercio elettronico è per sua definizione un potenziale commercio transfrontaliero, senza frontiere, internazionale. Dunque, fare e-commerce globalmente non è certo un lusso o un’utopia, e non è nemmeno una strategia tra le tante: per la maggior parte delle iniziative imprenditoriali, è una vera e propria necessità.

Cerchiamo dunque di svelare alcuni elementi di rilievo che non dovresti perdere di vista!

Quanto è grande il mercato e-commerce?

Per prima cosa, ricordiamo come l’e-commerce globale sia un’attività che consiste nel vendere prodotti o servizi oltre i confini geopolitici dal Paese di origine della tua azienda. I tuoi prodotti o servizi saranno dunque venduti in mercati non nazionali attraverso la vendita online e il marketing. Ebbene, in tal senso i dati cumulativi prevedono un aumento del 276,9% delle vendite di e-commerce a livello mondiale entro pochi anni (2021)!

Al di là di questi numeri enormi, dovresti portarti a casa un concetto fondamentale: l’e-commerce è un tema che non puoi sottovalutare, e quello globale, con apertura dei tuoi orizzonti all’estero, lo è tanto meno!

Anche i consumatori sono sempre più globali

Chiarito quanto sopra, pensa anche al fatto che diventare “globali” non richiede necessariamente una presenza globale! Gli acquirenti online sono sempre più spesso alla ricerca di acquisti al di fuori dei confini nazionali. E, d’altronde, vendere in tutto il mondo non richiede certamente la presenza di più vetrine per ogni sede o l’allestimento di magazzini internazionali e la loro gestione. Uno dei modi più semplici per iniziare a testare i mercati esteri è quello di dare priorità alla pubblicità online o ai social media all’estero. Questo richiede un approccio internazionale a Google Ads, Product Listing Ads, Facebook e Instagram attraverso il targeting geografico. Non semplicissimo da ottimizzare, ma certamente nulla di impossibile.

L’ecommerce ridisegna la mappa mondiale

Conosci quali sono i principali mercati regionali dell’e-commerce? Te li diciamo noi: l’Asia è al primo posto con 831,7 miliardi di dollari, davanti al Nord America con 552,6 miliardi di dollari, l’Europa con 346,5 miliardi di dollari, l’Australia con 18,6 miliardi di dollari, l’Africa e il Medio Oriente con 18,6 miliardi di dollari e il Sud America con 17,7 miliardi di dollari.

Guarda questi numeri con una prospettiva principale: quello che conta veramente non è dove ti trovi, ma dove stai andando!

A causa dell’evoluzione del commercio internazionale sempre più senza confini, non è affatto sconvolgente che la quota di vendite globali degli Stati Uniti stia diminuendo a beneficio di quello cinese. Semmai, quello che molte aziende non riescono a considerare è la rapidità con cui questo declino si sta verificando. Insomma, se un tempo non troppo lontano gli Stati Uniti detenevano la supremazia del commercio elettronico, l’anno prossimo si prevede che la loro quota di partecipazione sarà di poco superiore al 15%. Ma che significa? Andiamo al paragrafo successivo…

Il commercio elettronico guarda a Oriente

Entro il 2023, le vendite al dettaglio di e-commerce nell’area Asia-Pacifico dovrebbero essere superiori a quelle del resto del mondo nel suo complesso. Ciò è dovuto alla rapida urbanizzazione e al progresso tecnologico che si sta verificando in questa macro area, ma non solo. Pensa ad esempio al fatto che più dell’85% della nuova classe media risiede nell’area Asia-Pacifico, e a una serie di iniziative governative e private in Cina per stimolare il B2C e il B2B.

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La Cina è la prossima frontiera

Anche alla luce di quanto sopra, e dimenticandoci per un attimo che ci sono comunque alcune importanti sfide che la Cina e l’Asia dovranno affrontare, è opportuno rammentare che è proprio questa a poter rappresentare la più ghiotta frontiera per le nuove iniziative imprenditoriali. Ma è davvero così semplice?

Purtroppo, no. Tuttavia, è possibile ipotizzare almeno tre diversi approcci strategici. In primo luogo, la collaborazione con i fornitori locali. In secondo luogo, investendo in un team locale. A seconda delle dimensioni, questo potrebbe voler includere la localizzazione, il marketing, la logistica, l’assistenza clienti, le vendite e l’engineering. In terzo luogo, stabilire una presenza online attraverso mercati di terze parti e/o un sito di e-commerce per brand, costosi, ma in grado di fornire più dati a una migliore relazione con i clienti.

Insomma, se cerchi una risposta semplice al mercato cinese… no esiste. Tuttavia, si può procedere per gradi, provando magari a riesaminare il prodotto per determinare l’idoneità al mercato, parlando con le associazioni di categoria, ponendosi sul terreno digitale con un account WeChat, muovendosi  sul mercato cinese per capire come si comportano i consumatori e così via.

Strategia versatile a seconda della combinazione prodotto / mercato

Per prendere decisioni tattiche non si potrà che cercare di lavorare in maniera versatile sulla combinazione prodotto / mercato: vale a dire, cercare di convalidare la domanda esistente o l’opportunità per le tue offerte all’interno di nuove aree, evitando di far di tutta l’erba un fascio. Prodotti che potrebbero essere di grande successo in alcuni mercati, potrebbero diventare dei fallimenti in altri.

Insomma, procedi per gradi, definendo nell’ordine il segmento di mercato, i confini geografici, la concorrenza locale e la dimensione monetaria del mercato. Quindi, cerca di stabilire i contorni e le caratteristiche del mercato, determina il consumo medio annuo e poi stima un prezzo medio di vendita.

Personalizza la tua offerta in lingua e valuta locale

Cerca sempre di andare incontro ai tuoi nuovi consumatori internazionali utilizzando la loro lingua e la loro valuta. Secondo un recente sondaggio condotto da Common Sense Advisory su 3.000 intervistati da dieci diversi Paesi, la lingua è stata una questione di primo piano nel determinare dove fare acquisti e… se acquistare!

Naturalmente, questo non significa che tu possa sbrigare questa faccenda affidandoti a Google Translate! Considerata la delicatezza del tema e il rischio di traduzioni male effettuate, cerca di effettuare una traduzione completa di tutti i tuoi contenuti affidandoti a un copywriter che conosca la cultura locale.

Lo stesso vale per quanto attiene la valuta. Gli intervistati hanno infatti affermato di preferire i siti di commercio elettronico multi-valuta, sostenendo che preferiscono fare acquisti su siti che riportano prezzi nella loro valuta locale.

Dare uno sguardo alle preferenze di pagamento

I metodi di pagamento online incidono pesantemente sulle decisioni di acquisto. Tuttavia, è facile trascurare il modo in cui le persone pagano, andando invece a concentrarsi su altri aspetti. In realtà, le preferenze di pagamento costituiscono un elemento che non dovrebbe mai mancare nella tua strategia, tenendo anche in considerazione il fatto che dipendono a seconda del Paese di riferimento dei tuoi clienti!

Per esempio, non dovrebbe sorprendere che in Nord America le carte di credito siano al numero uno per quanto concerne la frequenza di utilizzo, mentre sistemi di pagamento digitale come PayPal e Apple Pay sono al secondo posto. Su scala globale, dominano effettivamente le stesse carte di credito e i pagamenti digitali.

Tuttavia, a differenza del Nord America, in altre parti del mondo si preferisce… il contrassegno, come avviene per esempio in Africa e in Medio Oriente. Insomma, per alcuni mercati le differenze di preferenza sono minime. Per altri, il divario è ampio.

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Vendite globali B2B e B2C

Il B2B Ecommerce Report condotto recentemente da Statista riassume la situazione in evoluzione sull’ecommerce in questo modo: anche se l’eCommerce B2C è stato ampiamente adottato e continua a diffondersi con ottime prospettive, è la recente evoluzione e crescita dell’eCommerce B2B che sta attirando l’attenzione di acquirenti, venditori e investitori in tutto il mondo. Il confronto del valore totale annuo di ciascun mercato rappresenta d’altronde già una differenza quasi quadrupla (278,6%).

Ma perché l’e-commerce B2B è un’opportunità globale così matura? In primo luogo, i mercati B2B (ad esempio, Amazon Business, eWorldTrade, Joor, Alibaba, ecc.) operano come le loro controparti B2C. Forniscono connessioni pronte all’uso tra acquirenti e venditori. In secondo luogo, la preferenza B2C per il self-service si è oramai insediata anche nel B2B. Infine, molti clienti all’ingrosso preferiscono esperienze di acquisto e ordine il più semplici possibili, soprattutto nel caso di rivenditori indipendenti, piccole e medie imprese in franchising e punti vendita B2C.

Insomma, speriamo, con le righe di cui sopra, di averti fornito qualche spunto in più per poter interpretare correttamente che cosa sta avvenendo nel mercato del commercio elettronico globale, oltre che in quello italiano.

Con il passare degli anni, infatti, finisce con l’essere sempre meno significativo suddividere le statistiche in area geografica, considerando che gli orizzonti di ogni imprenditore che gestisca un sito di commercio elettronico sono oramai sempre più internazionali.

Pertanto, il nostro consiglio non può che essere quello di concentrarsi principalmente sui trend globali, che poi potranno certamente essere affrontati e resi versatili in un’ottica più “glocal”.

Vedremo, nei prossimi mesi, se gli auspici che sopra abbiamo avuto modo di riassumere in questi brevi paragrafi troveranno o meno conforto nella realtà dei fatti. Attendiamo dunque la pubblicazione dei prossimi dati statistici, da confrontare con i forecast che negli ultimi tempi sono stati oggetto di ampie condivisioni.

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