Come posso diventare un venditore Made in Italy?

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Sai che Amazon ha una vetrina Made in Italy, all’interno della quale potrai vendere i tuoi prodotti italiani (classificabili Made in Italy secondo la normativa vigente), godendo di una maggiore visibilità e di maggiori opportunità di valorizzare la tua merce?

Se non lo sai, sei nel posto giusto per poter recuperare il terreno perduto. Abbiamo infatti voluto dedicare un approfondimento a questa interessante occasione che Amazon mette a disposizione di grandi aziende, piccole imprese e artigiani, contribuendo a diffondere le eccellenze italiane nel nostro Paese e al mondo.

La vetrina Made in Italy di Amazon è sempre più visitata grazie alla ricchezza delle alternative proposte, e grazie alla possibilità di poter trasferire al cliente finale dei valori e delle ricercatezze che sono evidentemente non raggiungibili altrove.

E così, dalle categorie Cucina e cantina (prodotti alimentari e vino) a quella Casa e arredo (arredamento, casalinghi, tessili e decorazioni per interni), dalla Fashion (abbigliamento, scarpe e borse, gioielli e orologi) a Bellezza e benessere (prodotti per la cura della persona), siamo certi che non faticherai certamente nel trovare la nicchia da conquistare.

Ma come si diventa venditore Made in Italy? E conviene veramente puntare su tale etichetta? Quali sono le “forze” del Made in Italy in ambito internazionale?

Come puoi diventare un venditore Amazon Made in Italy

Cerchiamo di andare con ordine e, rispondendo a tutte queste domande, partiamo con quella che probabilmente ti stai ponendo con maggiore insistenza. Ovvero: come diventare venditore Made in Italy?

In realtà, essere qualificato come venditore Made in Italy è molto semplice, visto e considerato che sarà sufficiente dimostrare che i tuoi prodotti sono realizzati interamente in Italia, o avere subito nel nostro Paese una trasformazione o una lavorazione “sostanziale ed economicamente giustificata”, in conformità con quelli che sono i requisiti normativi che regolano l’utilizzo della dicitura Made in Italy.

Detto ciò, per poter mostrare le tue offerte di prodotto all’interno della vetrina Made in Italy dovrai anche essere in possesso di un account di vendita Amazon con prodotti attivi. Se invece non sei ancora un venditore Amazon dovrai preliminarmente registrarti come seller e, successivamente, accedere a questa pagina dalla quale segnalare i tuoi prodotti Made in Italy.

Amazon prenderà in carico la tua richiesta, effettuerà una valutazione dei prodotti per poter comprendere se sono effettivamente conformi ai requisiti normativi per il Made in Italy e, in caso positivo, inizierà a far comparire la tua merce in vetrina!

Ricorda che la vetrina Made in Italy è presente in lingua locale in tutti i marketplace europei e in quello statunitense, e perché un prodotto sia validamente inserito nelal vetrina di un altro marketplace, è necessario che:

  • il prodotto abbia una pagina attiva in lingua locale in quel marketplace (dunque, se vuoi vendere sul marketplace tedesco, dovrai fare in modo che abbia una pagina attiva in tedesco);
  • l’ASIN (Amazon Standard Identification Network) del prodotto deve essere stato segnalando cliccando sul link che trovi nella pagina che sopra abbiamo indicato per te.

Se hai compiuto le procedure di cui sopra, non dovresti avere alcuna difficoltà nel qualificarti come venditore Made in Italy e nel far comparire i tuoi prodotti all’interno della vetrina che Amazon ha predisposto per tutti i venditori che possono essere etichettati in questo modo.

E se tutto ciò non accade?

Se dopo aver segnalato i tuoi prodotti tramite il form che sopra ti abbiamo segnalato non li trovi nella vetrina Made in Italy, può dipendere da diversi fattori, ovvero:

  • dal momento in cui ci hai segnalato i tuoi ASIN non è trascorso il numero di giorni necessario all’inserimento dei prodotti nella vetrina, ovvero due settimane;
  • il prodotto è stato inserito in una diversa categoria merceologica. Puoi dunque correggere questo errore recandoti nella sezione “Informazioni essenziali” della relativa pagina prodotto di Seller Central, e poi cliccare su “Nodo di navigazione consigliato” e selezionare il termine che meglio descrive il prodotto nella finestra pop-up;
  • i prodotti che stai presentando come Made in Italy non sono ricercabili dalla barra di ricerca di questa pagina su Amazon.it, che propone l’intera gamma di prodotti di venditori Made in Italy, ma non rientrano tra le categorie in evidenza perché non identificabili come tipicità italiane;
  • le tue pagine prodotto non rispettano gli standard qualitativi di Amazon per quanto riguarda i titoli, le descrizioni e gli elenchi puntati chiari ed esaustivi (linee stilistiche), o ancora le immagini professionali o le recensioni positive.

Quali sono i requisiti per poter ottenere la dicitura Made in Italy?

Al di là degli aspetti tecnici di Amazon, è evidente che la tua presenza all’interno della vetrina Made in Italy del marketplace dipenda dalla possibilità di poter ricondurre o meno il tuo prodotto come Made in Italy. Ma quali sono i requisiti per poter ottenere questa “etichetta”?

Prima di addentrarci in questo mondo, è bene sottolineare (ci torneremo diverse volte) come la “marcatura” Made in… possa effettivamente orientare le scelte di acquisto dei consumatori, grazie all’effetto sulla qualità percepita.

Ancora oggi, un auto Made in Germany è ritenuta sinonimo di affidabilità, mentre un prodotto informatico Made in Japan è sinonimo di innovazione e di qualità della componentistica. Il riferimento Made in Italy apre invece nell’immaginario della potenziale clientela dei riferimenti di eccellenza alla creatività, alla bontà artigianale e alle eccellenze in alcuni settori come la moda, l’alimentare e tanto altro ancora.

Chiarito ciò, cerchiamo di capire in che modo poter ottenere il marchio di origine “Made in Italy”, sulla base di una normativa che si basa su un compromesso tra una normativa comunitaria e una normativa italiana evidentemente integrate tra di loro.

Normativa Europea

Per quanto concerne la normativa europea, questa fa riferimento a:

  • Codice Doganale dell’Unione(CDU) – Regolamento (UE) n. 952/2013
  • Regolamento Delegato UE n. 2446/2015
  • Regolamento di Esecuzione UE n. 2447/2015
  • Regolamento Delegato UE n. 341/2016

In particolare, l’art. 60 CDU stabilisce che:

  • le merci interamente ottenute in un unico Paese o territorio sono considerate originarie di tale paese o territorio;
  • le merci alla cui produzione hanno contribuito due o più Paesi o territori sono considerate originarie del Paese o territorio in cui hanno subito l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale ed economicamente giustificata, effettuata presso un’impresa attrezzata a tale scopo, che si sia conclusa con la fabbricazione di un prodotto nuovo o abbia rappresentato una fase importante del processo di fabbricazione.

Si noti, dunque, che sono Made in Italy sia i prodotti che vengono interamente realizzati nel nostro Paese, sia quelli che arrivano dall’estero ma hanno trasformazioni  e lavorazioni sufficienti nel nostro Paese, per poter attribuire l’origine all’Italia. Ma quali sono tali lavorazioni?

Purtroppo, la normativa europea non scende così nel dettaglio, con la conseguenza di aver aperto margini di dubbio e di interpretazione più o meno libera sul da farsi.

La Corte di Giustizia Europea ha provveduto a ridurre tale aleatorietà, chiarendo che:

  • l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale si verifica solo ed esclusivamente nel caso in cui il prodotto che ne risulta abbia composizione e proprietà specifiche che non possedeva prima di essere sottoposto a tale trasformazione o lavorazione;
  • l’attività di conservazione di un prodotto o di semplice cambiamento dell’aspetto esteriore del prodotto (ad esempio cambi di imballaggi / confezioni, apposizione di etichette / segni distintivi) non sono sufficienti per attribuire al prodotto il luogo dove sono svolte quale origine.

Insomma, per potersi definire Made in Italy il prodotto che pur proviene dall’estero deve essere stato trasformato in maniera non marginale nel nostro Paese. Per intenderci, non è sufficiente acquistare un paio di scarpe dalla Cina, cambiare l’imballaggio e aggiungerci un piccolo logo della propria azienda italiana, per poterle definire come Made in Italy!

Ci sono poi alcune regole specifiche per diverse categorie di prodotti.

Per esempio, per i prodotti alimentari l’origine è il luogo di coltivazione o di allevamento della materia prima che viene usata nelle procedure di produzione o di preparazione dei prodotti, o il luogo in cui avviene la trasformazione sostanziale, nei limiti sopra definiti.

Per i prodotti industriali e artigianali invece è possibile applicare il marchio di origine Made in Italy se tutte le parti sono fabbricate all’estero ma sono successivamente assemblate in Italia per poter ottenere il prodotto finale, o se tutte le parti sono fabbricate in Italia e sono successivamente assemblate all’estero, ma senza che le parti fabbricate in Italia non subiscano trasformazioni o lavorazioni sostanziali.

È evidente che questo genere di dettaglio apre scenari “nuovi” alla definizione di ciò che è Made in Italy e ciò che non è Made in Italy.

Torniamo a prendere in mano l’esempio delle calzature. Immaginiamo che l’azienda italiana riceva dalla Cina un paio di scarpe che sono già in stato di semilavorato, e che qui ci si limiti esclusivamente a rifinirla. Quelle calzature NON potranno definirsi Made in Italy, considerato che buona parte del processo produttivo è avvenuto in Cina, e che in Italia ci si è limitati a finalizzare quel processo.

Se invece l’azienda italiana riceve dall’azienda cinese non un semilavorato, ma solamente dei componenti separati (si pensi a una suola e a una tomaia separate tra di loro), procedendo dunque a tutte le fasi di assemblaggio e di personalizzazione, allora quelle calzature potranno ben definirsi come Made in Italy.

Normativa Italiana

Fin qui, le linee guida di ispirazione comunitaria. Ma che cosa prevede invece la normativa italiana?

Innanzitutto, partiamo dalle sanzioni. La legge italiana prevede, all’art. 517 c.p., una norma che disciplina la “Vendita di prodotti industriali con segni mendaci”, per la quale:

Chiunque pone in vendita o mette altrimenti in circolazione opere dell'ingegno o prodotti industriali, con nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri, atti a indurre in inganno il compratore sull'origine, provenienza o qualità dell'opera o del prodotto, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a euro 20.000.

Si tratta dunque di una norma piuttosto severa, con la quale si punisce la messa in circolazione di prodotti che possono produrre inganno nel compratore sull’origine, provenienza o qualità.

Si tenga conto che:

  • per messa in circolazione si intendono le condotte di messa in vendita e di messa in commercio, e dunque di circolazione sia a titolo oneroso che a titolo gratuito. Rientrano pertanto in tale novero anche le attività di esposizione della merce, di offerta nei listini e di detenzione in magazzino;
  • uno degli elementi che fa ricadere in tale ipotesi di reato è il fatto che il prodotto sia idoneo a generare equivocità a riguardo dell'origine, provenienza o qualità. Di contro, la norma per poter qualificare il reato non richiede che siano posti in essere atti fraudolenti o dissimulatori, ma solo una “attitudine ingannatoria”. In altre parole, è sufficiente un’imitazione generica del prodotto, senza che si proceda con atti espressamente dissimulatori, ma pur sempre sufficiente a non essere correttamente valutata dal consumatore medio, che tendenzialmente effettua acquisti con celerità e non presta troppa attenzione alle caratteristiche dei prodotti.

100% Made in Italy

Oltre al generico brand Made in Italy, le imprese italiane possono fregiarsi anche del marchio 100% Made in Italy, introdotto dal d.l. 135/09, poi convertito in legge 166/09, che premia le imprese che mantengono la loro produzione esclusivamente in Italia.

Dunque, a differenza del generico Made in Italy, con il 100% Made in Italy tutte le attività devono essere effettuate nel nostro Paese, intendendo per tali anche quelle legate al disegno, alla progettazione, alla lavorazione e al confezionamento.

Se ricorre questo caso, si può allora apporre sui propri prodotti il marchio di origine.

Attenzione, però. Non è sufficiente “autoattribuirsi” il marchio 100% Made in Italy! Questo brand deve infatti essere rilasciato da un ente come l’Istituto per la tutela dei produttori Italiani, che effettuerà una serie di verifiche per accertarsi che i prodotti siano:

  • Ideati e Fabbricati interamente in Italia: realizzati con disegni e progettazione esclusivi dell'Azienda, costruiti interamente in Italia, realizzati con semilavorati Italiani, con tracciabilità delle lavorazioni;
  • Costruiti con Materiali Naturali di Qualità: materiali naturali individuali o composti, materiali di qualità e prima scelta per l'uso previsto, con tracciabilità della provenienza delle materie prime;
  • Costruiti su Lavorazioni Tradizionali Tipiche: particolari lavorazioni aziendali, utilizzo di tecniche tradizionali tipiche;
  • Realizzati nel Rispetto del Lavoro Igiene e Sicurezza: realizzati nel pieno rispetto del lavoro, a norma igiene sanità e sicurezza sui luoghi di lavoro e dei manufatti impiegati.

Dunque, l’iter per l’ottenimento della certificazione è il seguente:

  • l’azienda fa domanda di certificazione all’ente dichiarando di possedere i requisiti (ovvero, come già abbiamo elencato poche righe fa, produzione interamente italiana, semilavorati italiani, materiali di prima scelta, stile proprio, lavorazione tradizionale tipica);
  • la stessa azienda compila il necessario disciplinare e fornisce tutta la documentazione che possa comprovare la sussistenza dei requisiti dichiarati;
  • l'ente preposto al rilascio della certificazione effettuerà dei sopraluoghi in azienda per l'accertamento dei requisiti e la conformità del documentato al dichiarato.

Si tratta pertanto di una procedura relativamente complessa, al termine della quale, però, i propri prodotti potranno vantare l’apposizione di un marchio non certo privo di vantaggi.

I vantaggi del Made in Italy

Sia che si tratta di un marchio Made in Italy, sia che si tratti di un marchio Made in Italy 100%, ci sono numerosi vantaggi che possono essere derivanti dalla qualificazione come “prodotto italiano”:

  • conferma del valore attribuito al vero prodotto italiano di qualità;
  • immagine di maggiore prestigio grazie al richiamo all’italianità;
  • maggiore sicurezza indotta al consumatore.

Insomma, poter vantare un marchio Made in Italy significa, oggi, poter essere riconosciuti di qualità superiore.

Categorie di prodotti

Quanto sopra esplicitato vale per la generalità dei prodotti ma, in realtà, la legge 55/2010 ha sancito alcuni differenti criteri di determinazione dell’origine per prodotti tessili, di pelletteria e calzaturieri.

In particolar modo, la legge ha previsto che l’indicazione del marchio di origine Made in Italy viene apposta solo su prodotti finiti, le cui fasi di lavorazione abbiano avuto luogo in maniera prevalente nel territorio nazionale, intendendo con ciò che:

  • almeno due delle fasi di lavorazione previste per ciascun settore siano state eseguite nel territorio medesimo;
  • per le rimanenti fasi sia verificabile la tracciabilità.

Si tenga conto che la legge sancisce le specifiche fasi di lavorazione per ciascun settore e prevede che nell’etichetta dei prodotti finiti e intermedi, l’impresa produttrice dovrebbe garantire il rispetto delle convenzioni siglate in seno all’Organizzazione internazionale del lavoro lungo tutta la catena di fornitura nonché fornire informazioni chiare e sintetiche.

Tuttavia, la legge è per il momento inapplicabile perché l’UE non ha approvato i decreti attuativi.

Amazon Made in Italy e ICE: promuoversi all’estero

Ora che abbiamo le idee un po’ chiare su cosa si intenda per Made in Italy e che in modo entrare a far parte di Amazon Made in Italy, vogliamo fare un passo in avanti e ricordare come Amazon e Agenzia ICE abbiano avviato un’interessante collaborazione a beneficio di tutti coloro i quali sono parte integrante della vetrina Made in Italy.

Come ricorda Amazon sul suo sito internet dedicato, la collaborazione si propone di:

  • sostenere la registrazione di almeno 600 nuove aziende nella vetrina Made in Italy di Amazon di cui 350 nella condizione di zero export (intendendo per tale le imprese che hanno meno di 25mila euro di fatturato sui mercati internazionali);
  • per 18 mesi, le aziende che sono presenti nella vetrina Made in Italy di Amazon beneficeranno di un flusso aggiuntivo di traffico generato dalle campagne di advertising digitale finanziate dall’Agenzia ICE;
  • aiutare le imprese a dare visibilità ai propri prodotti nella vetrina Made in Italy di Amazon sui siti esteri Amazon.co.uk, Amazon.de, Amazon.fr, Amazon.es ed Amazon.com per portarle a vendere online in questi marketplace;
  • supportare le imprese nel processo di digitalizzazione nell’ecommerce mediante eventi di formazione offline e online (webinar). In particolare, Amazon fornisce l’accesso, a tutti i propri venditori, a materiale consultabile online su come sviluppare al meglio il percorso di vendita.

Insomma, tanti vantaggi che chi è presente nella vetrina Made in Italy di Amazon potrà conseguire, e che vanno ad ampliare ulteriormente i benefici derivanti da questo programma che ti consigliamo di valutare con attenzione.

Quali prodotti sono venduti nella vetrina Made in Italy?

Ma quali sono i prodotti che sono venduti in questo particolare programma?

Le categorie sono attualmente:

  • Cucina e cantina
  • Casa e arredo
  • Abiti e accessori
  • Bellezza e benessere
  • Idee regalo Made in Italy
  • Artigianato italiano

Naturalmente, ciascuna di queste categorie è poi suddivisa in numerose sotto-categoria.

Per esempio, quella Cucina e cantina comprende:

  • Birra, vino e alcolici
  • Caffè, tè e bevande
  • Carne
  • Cereali e muesli
  • Cesti e confezioni regalo
  • Cibi in scatola e conserve
  • Erbe aromatiche e spezie
  • Marmellate, miele e creme spalmabili
  • Oli, aceti e condimenti per insalata
  • Pasta, riso e legumi secchi
  • Pasticceria e prodotti da forno
  • Preparati da cucina e da forno
  • Prodotti caseari e da refrigerare
  • Salse e sughi
  • Snack dolci e salati
  • Svezzamento e pappine

Quella Casa e arredo è invece divisa in:

  • Arredamento
  • Aspirapolvere e pulizia di pavimenti e finestre
  • Bagno
  • Climatizzazione e riscaldamento
  • Contenitori e barattoli
  • Decorazioni per interni
  • Detergenti e prodotti per la pulizia
  • Elettrodomestici per la cucina
  • Ferri da stiro e accessori
  • Grandi elettrodomestici
  • Hobby creativi
  • Illuminazione per interni
  • Organizzazione interni
  • Pentole, padelle e pirofile
  • Produzione di birra e vino artigianali
  • Stoviglie
  • Tè e caffè
  • Teglie da forno e accessori per pasticceria
  • Tessili per la casa
  • Utensili da cucina

La sezione Abiti e accessori può ospitare prodotti come:

  • Bambine e ragazze
  • Bambini e ragazzi
  • Bijoux a piccoli prezzi
  • Donna
  • Prima infanzia
  • Prodotti per la pulizia delle scarpe e accessori
  • Uomo
  • Valigie, borse e accessori da viaggio

La sezione Bellezza e benessere include invece:

  • Accessori e strumenti di bellezza
  • Bagno e corpo
  • Cura dei capelli
  • Cura della pelle
  • Fragranze e profumi
  • Manicure e pedicure
  • Trucco

Le idee regalo Made in Italy fanno riferimento a degli spunti che possono appartenere a tutte le altre categorie, mentre nella sezione dell’Artigianato troviamo solo prodotti rigorosamente fatti a mano in:

  • Abbigliamento, Scarpe e Accessori
  • Accessori elettronici
  • Bellezza e cura della persona
  • Cancelleria e decorazioni per feste
  • Casa e cucina
  • Giochi e giocattoli
  • Gioielli
  • Illuminazione
  • Infanzia
  • Sport e tempo libero

La percezione del Made in Italy nel mondo

Integriamo le considerazioni che sopra abbiamo espresso con qualche elemento si sintesi finale sulla percezione del Made in Italy nel mondo, e sul perché molti imprenditori dovrebbero puntare proprio su questo biglietto da visita per poter migliorare le proprie capacità di vendita nazionale e internazionale.

Appare chiaro, a tal punto, che il panorama del Made in Italy sia in realtà molto più grande e complicato da trattare in modo esaustivo e omogeneo di quanto si possa pensare. Tuttavia, ciò che è indubbio che il Made in Italy sia associato al bello, alla creatività, alla passione e al rispetto della tradizione. Dunque, ad elementi sicuramente positivi, che possono trasferire nell’immaginario del lettore / potenziale acquirente, degli spunti di incoraggiamento verso la realizzazione di un’operazione di shopping.

In tal senso, l’artigianalità è certamente una delle più note prerogative del Made in Italy. I prodotti più ammirati del Made in Italy sono spesso fatti a mano, o hanno comunque l’impressione di una cura artigianale anche se realizzati in contesti industriali. Questo aspetto è molto significativo per i dettagli del prodotto, ma ha anche a che fare con l'innovazione, che è possibile conseguire solamente con una conoscenza approfondita della dimensione produttiva.

Non è un caso che elementi come la passione per il lavoro, l'attenzione per i dettagli e il trasferimento di conoscenze tra generazioni siano alcune delle principali caratteristiche che gli stranieri apprezzano nei prodotti italiani, e che la qualità artigianale sia spesso la base di produzioni qualificate e avanzate.

Un altro elemento che riteniamo molto importante nel qualificare correttamente il Made in Italy è certamente il design. Nel nostro Paese è indubbio che vi siano le migliori competenze internazionali utili per poter migliorare il prodotto sotto il profilo estetico, e che spesso i designer stranieri vengono in Italia perché hanno bisogno delle competenze italiane per trasformare il disegno in un oggetto.

Anche in questo caso, è facile rendersi conto che ai consumatori di tutto il mondo piacciono i prodotti italiani, come le automobili, i mobili, le scarpe, perché hanno uno stile unico e riconoscibile perché di buon gusto, naturale eleganza e moda sono le principali caratteristiche associate all'Italia e agli italiani dai consumatori internazionali.

Generalmente, i consumatori internazionali pensano che il senso di bellezza sia un valore che pervada la vita quotidiana degli italiani: si valuti la nostra cultura, il nostro patrimonio artistico, l’eleganza del vestire, il gusto dell'arredamento o la cura nell'apparecchiare la tavola.

A proposito di elementi – chiave per poter valorizzare correttamente il Made in Italy, è essenziale la possibilità per i clienti di personalizzare i loro prodotti; infatti, i produttori italiani hanno sempre prestato attenzione alle richieste dei clienti e meno sui prodotti standard, in quanto preferiscono creare prodotti personalizzati dove possibile. Va detto, infatti, che la dimensione artigianale di cui abbiamo fatto rapido cenno nelle parti in apertura, è strettamente legata alla possibilità di personalizzare il prodotto. E che la personalizzazione del prodotto significa creare un legame emotivo con i consumatori, perché genera sentimenti positivi, con il cliente che viene coinvolto al punto tale che diventa una sorta di “designer” dei suoi prodotti mentre partecipa al processo di sviluppo creativo della merce.

Inoltre, così facendo, e con un simile livello di coinvolgimento, il consumatore diventa ambasciatore del proprio marchio e stabilisce e mantiene forti relazioni personali con lo stesso brand.

Ultimo, ma non certo in ordine di importanza, è poi il criterio dell'autenticità. La maggior parte dell'industria italiana ha dimensioni territoriali ben definite e, soprattutto al giorno d'oggi, radicandosi profondamente nella propria area di appartenenza e traghettandone i valori verso il contesto digitale. Non è certo un caso che Amazon Made in Italy abbia strutturato anche delle sotto vetrine regionali, a voler caratterizzare quanto sia importante cercare di valorizzare anche la bontà e le qualità distintive delle produzioni più locali.

Fin qui le percezioni positive del Made in Italy nel mondo. Ma non bisogna certamente dimenticarsi di dare uno sguardo all’altra faccia della medaglia.

Insomma, è vero che l'Italia ha le sue radici piantate in un terreno reso fertile da grandi tradizioni, una cultura e una storia importante, che hanno prodotto uno stile inimitabile. Ancora oggi, in un'epoca di costante innovazione, il Made in Italy può affermarsi nel mondo grazie alla sua capacità di evocare bellezza e qualità.

Tuttavia, è anche vero che alcuni aspetti devono essere necessariamente migliorati, costituendo vere e proprie sfide. Secondo diverse indagini condotte all’estero, ad esempio, gli italiani sono visti come persone brillanti individualmente, ma con alcuni problemi nel lavorare insieme. Da un punto di vista sistemico, potrebbe dunque essere importante cercare di migliorare l'immagine di tutti i settori o di tutte le aree di azione, dove l'intensità del lavoro di squadra deve essere più forte. Infatti, al di fuori del Paese l'Italia non è sempre vista come un Paese che può sfruttare le capacità degli individui. Le aziende italiane dovrebbero cercare di concentrarsi sul team building a tutti i livelli, perché è essenziale costruire l'immagine di un Paese che si muove in modo coeso.

Inoltre, le aziende italiane spesso non sono presenti con continuità sui mercati esteri, e questo fa emergere la necessità di una maggiore stabilità e radicamento della loro posizione sul mercato globale. Nel raggiungimento dell'obiettivo un limite potrebbe essere il fatto che le imprese italiane sono soprattutto di piccole e medie dimensioni.

Per questo motivo, a volte, la dimensione delle piccole imprese può essere un ostacolo alla capacità di innovazione, a causa delle difficoltà finanziarie per condurre una ricerca o di una mancanza di visione strategica nell'acquisizione di un management in grado di gestire o alimentare la ricerca.

Anche al netto di questo, i vantaggi del Made in Italy non possono che essere notevolmente più forti dei punti di minore rilievo. E, proprio per questo, invitiamo tutti gli imprenditori interessati a esplorarne i benefici a lavorare per poter qualificare più correttamente il proprio prodotto, indicandone la provenienza nei canali e nelle modalità che oggi sono messe a disposizione delle aziende per la condivisione di tali eccellenze di provenienza.

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